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Ferrand-Prévot e Schurter vincono l’Europeo in modo diverso, dimostrando entrambi, qualora fosse necessario, di essere dei fenomeni

Accomunati nella diversità, uniti nell’essere campioni. La Francese ha vinto esattamente come sta facendo quasi sempre, da quando, lo scorso anno, è tornata al vertice. Non lascia spazio, né alle avversarie, demolite fin dai primi metri, né alle speculazioni degli osservatori, che capiscono subito quale sarà l’esito della gara. È vero che nella MTB, basta una foratura per sovvertirne le sorti, “mais à part ça”, anche oggi non c’è stata partita. Pauline ha dato l’impressione di giocare con le inseguitrici, gestendo saggiamente il capitale accumulato nella prima parte. Infatti, quando l’olandese Anne Terpstra, nel penultimo giro, si era riavvicinata, la Francese ha piazzato un allungo che ha fatto nuovamente rimbalzare le rivali. Nell’ultimo giro i giochi erano praticamente decisi, con l’ucraina Belomoina a conquistare il terzo gradino. Sul fronte elvetico ci si è dovuti accontentare del buon 5o posto di Sina Frei, mentre Jolanda Neff, ha confermato di essere ancora alla ricerca di se stessa.

Nino da brivido, si diceva. Sì perché in questa stagione maledetta, il Campionissimo non ha mai dettato la sua abituale legge. Oggi sì. Su un tracciato che sembra cucito sulle sue caratteristiche di funambolo esplosivo, ha infilato il francese Titouan Carod in uno dei pochi pertugi a disposizione, ed ha concluso da Nino, alzando la bici al cielo. La gara è stata un estenuante braccio di ferro tra Svizzera e Francia, con l’italiano Luca Braidot, 4o, a fare da cuscinetto, tra Mathias Flückiger, 3o, ed il Campione del Mondo Jordan Sarrou, 5o. A questo duello stava partecipando anche il ragazzo di casa, Filippo Colombo. A metà gara faceva parte di un drappello di 5 uomini che guidavano la corsa. Chi lo conosce bene sostiene che avesse una gamba da medaglia. È bastata una foratura,lontano dalla zona tecnica, per farlo rimbalzare indietro. Non ha ancora 23 anni. Le chances non gli mancheranno.