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Campioni si diventa: col lavoro, con la testa, e con un po’ di fortuna.

Nino Schurter è l’esempio ideale di progressione atletica. Argento iridato juniores nel 2003 al Monte Tamaro; oro l’anno successivo; bronzo U23 nel 2005; oro nel 2006. Poi dal 2008 al 2019, sono giunti 8 titolo mondiali, oltre a tutto il resto. Vincere da ragazzini significa ricevere una scossa. Questa energia va capitalizzata, moltiplicata.

Gli Europei hanno confermato il valore dell’austriaca Mona Mittelwallner. Esattamente come la sua connazionale Laura Stigger, 2 anni fa a Lenzerheide, ha demolito la concorrenza. Però, per lei, la salita vera, comincia ora. Si tratterà di addomesticarla.

Una scossa se la sono portata a casa anche le due ragazze del VC Monte Tamaro, impegnate oggi fra le juniores, Linda Zanetti e Giulia Alberti. La 1a, secondo gli auspici del suo allenatore, Daniele Zucconi, puntava ad un top 15. È giunta 9a, raggiante. Un risultato da far fruttare. Da subito. Lo stesso dicasi per Giulia. Imbottigliata alla partenza, è risalita al 17o posto. Come non sognare di proseguire il cammino verso i vertici?

C’è stata lotta per l’oro fra i ragazzi. Nel finale il danese Solvhoi ha lasciato la compagnia dello svizzero Janis Baumann, del VC Monte Tamaro. Il giovane grigionese, sul podio, era una maschera impenetrabile. Voleva l’oro. Bravo Janis, è lecito perseguire il meglio. Poi, il suo volto si è sciolto in un sorriso. Quando ha capito che quel 2o posto è un biglietto per continuare a sognare.