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L’Europeo, da subito, aveva assunto i contorni della sfida. Da una parte la voglia di guardare avanti, alla tanto anelata normalità, dall’altra il timore di soccombere. Non è stato semplice , ma, fra misure di sicurezza e controlli capillari, si è potuto portare a termine un’edizione che ha confermato le gerarchie tradizionali.

Si pensava ad un duello tra Svizzera e Francia. Così è stato: 8 medaglie per la nazione ospitante (2-3-3), 6 per i Transalpini che concludono in testa nel medagliere (3-2-1), grazie alla galoppata devastante di Loana Lecomte nella U23 femminile che ha chiuso la rassegna.

Gli elvetici hanno raccolto i loro frutti un po’ ovunque, a conferma di un movimento che continua ad essere florido.
Pure la Francia dispone di un serbatoio da urlo. L’uscita di scena, 2 anni fa, di Julien Absalon, ha scatenato una proficua corsa interna alla sua eredità, mentre in campo femminile, il ritorno ai vertici di Pauline Ferrand-Prévot, pare aver ridisegnato, in modo netto, le gerarchie mondiali.

In attesa del completo recupero di Jolanda Neff, la più temibile avversaria per la 28enne di Reims, attualmente è la sua giovane connazionale Loana Lecomte, la quale , in virtù dei regolamenti internazionali, anche il prossimo anno, dovrà disputare Europei e Mondiali nella categoria U23.


Dietro le due grandi potenze, tiene bene l’Italia, che torna a casa con l’oro del Team Relais è quello dell’Eliminator femminile, grazie a Gaia Tormena. La 18enne aostana dispone di un motore incredibile. Difficile immaginare dove i suoi mezzi potranno portarla. Se la sua esuberanza, la sua leggerezza e la sua duttilità verranno gestite bene, certamente molto lontano.